10 febbraio RICORRE “IL GIORNO DEL RICORDO” PER COMMEMORARE LE VITTIME DEI MASSACRI DELLE FOIBE

La storia passata spesso ci mette davanti delle pagine di una tragicità unica e anche di difficile comprensione. I conti con la storia dobbiamo farli tutti e anche accettare ciò che è accaduto per imparare a migliorare il nostro presente e futuro, oltre che per rendere giustizia a chi ci ha preceduto, soprattutto alle vittime. A tutte le vittime.

Martedì ricorre “Il Giorno del ricordo”, solennità civile nazionale italiana che si celebra il 10 febbraio di ogni anno ed istituita con un’apposita legge il 30 marzo 2004 per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. Così il testo della legge: “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero”.

Proprio per questo vogliamo unirci al ricordo soprattutto con la preghiera, nel ricordo di tutte le vittime chiedendo al Signore che ci aiuti a cresce nel costruire una società della pace e dell’accoglienza.

Lasciamo agli storici il compito di ricostruire fedelmente e con equilibrio la storia dei popoli e a noi il compito di imperare da questi tragici avvenimenti perché davvero non abbiamo MAI più a ripetersi e a noi cristiani il compito maggiore di testimoniare e vivere davvero ciò che Dio dice dopo aver creato l’uomo e la donna “vide che era cosa molto buona” (Gn. 1, 31)

D. Mauro

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