Mons. Roque Paloschi celebra nella chiesa di Cristo Re

Una amicizia che dura da 28 anni fra la parrocchia di Cristo Re e mons. Roque Paloschi arcivescovo di Porto Velho (BRASILE), presidente del Cimi, il Consiglio indigenista missionario collegato alla Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile.

La Santa Messa delle ore 10.30 è stata celebra da mons. Roque Paloschi

Nella sua omelia ci indicato come la liturgia ci invita a contemplare l’amore di Dio e ci ha offerto tre spunti di riflessione sulle ragioni per giustificare la moderazione e la benevolenza di Dio.

La prima ha a che fare con la grandezza e l’onnipotenza di Dio e la Sua misericordia.

La seconda ragione deriva dalla logica che caratterizza sempre l’atteggiamento di Dio verso l’uomo per invitarlo al perdono.

Il terzo motivo ha a che fare con l’amore di Dio che si riversa su tutte le creature. L’amore di Padre.

Il Vangelo mostra la storia di un uomo peccatore, disprezzato dai suoi concittadini, che incontra Gesù e in lui il volto di Dio che ama. Invitato a sedersi al tavolo del “Regno” quest’uomo egoista e malvagio diventa un uomo generoso.

L’amore incondizionato di Dio che ama nonostante il peccato; l’amore non è mai negato, una volta sperimentato provoca la conversione.

Nella vita l’atteggiamento dei cristiani non è sempre in linea con la logica di Dio. Spesso in nome di Dio emarginiamo, escludiamo, censuriamo con critiche e accuse spingendo più lontano la conversione del peccatore o lo portano a radicalizzare i suoi atteggiamenti provocatori.

Testimoniare il Dio amorevole che accoglie tutti non significa ignorare il peccato o fare alleanza con l’errore. Il peccato genera odio, egoismo, ingiustizia, oppressione, menzogna, sofferenza: è un male e deve essere combattuto e superato; tuttavia distinguiamo tra peccatore e peccato. Dio ci invita ad amare tutti, compresi i peccatori, ma ci chiama a combattere il peccato.

Che Maria, Madre di Gesù e Madre della Chiesa ci aiuti ad essere misericordiosi ed accoglienti verso i peccatori, segnati dall’indifferenza e dall’esclusione.

Gesù oggi guarda amorevolmente ciascuno di noi e ci invita a scendere dall’albero della nostra autosufficienza, ed uscire dall’egoismo per renderci sensibili nei confronti dei più deboli.

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