Liturgia della Parola 12 maggio

Inizia con il segno di croce seguito da un momento di silenzio ed invoca lo Spirito Santo che ti aiuti a vivere bene questo tempo.

Liturgia della Parola

 

PRIMA LETTURA

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali persuasero la folla. Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città. Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe. Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni». Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 144

Rit.

I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno.

  • Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza. Rit.
  • Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è un regno eterno,
    il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. Rit.
  • Canti la mia bocca la lode del Signore e benedica ogni vivente il suo santo nome,
    in eterno e per sempre. Rit.

Vangelo

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Parola del Signore

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

Di Gabriella

Anche questo Vangelo riporta un discorso di addio di Gesù.

Queste parole vogliono trasformare la tristezza e il dispiacere dei discepoli per la partenza di Gesù in uno sguardo al dopo, alla certezza che le Sue Parole e i suoi insegnamenti saranno per sempre. Questi discorsi di addio sono il testamento spirituale che Gesù lascia prima della sua partenza definitiva.

Lui amava e si dedicava ai suoi discepoli, li considerava parte integrante della sua missione, e voleva prepararli e guidarli ad una vita piena pur lasciandoli nella totale libertà di scegliere.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la da il mondo io la do a voi”: non è un semplice saluto, è una Pace che contiene tutti i beni più preziosi della vita e della persona, è la pace di Cristo. Una pace che solo Dio può dare, una pace che porta una sensazione di benessere e completezza in ogni momento della nostra vita, è una pace che è alla base della relazione con Lui e di conseguenza anche delle relazioni con gli altri. E’ una pace che porta serenità perché Lui si prende cura di noi come ha fatto con i suoi discepoli, anche nei momenti più difficili. Quando le paure per noi stessi o per i nostri cari ci schiacciano l’incontro con Dio ci porta a vedere tutto con una luce diversa, la luce delle Sue parole entrate nel nostro cuore.

Certo tutti i giorni dobbiamo alimentarci al suo cibo, la sua pacificazione non è scontata, è da coltivare se vogliamo vedere noi e gli altri in una prospettiva diversa. Lui ci lascia le sue orme nel sentiero che siamo chiamati a percorrere, sta a noi aprire gli occhi per vederle, per essere comunità

nella pace, ma non la pace che intendiamo noi ossia una pace intesa come assenza di conflitto, ma una pace che ci permette di vivere sereni con noi stessi e con gli altri nella consapevolezza che Lui ci ama ed è sempre con noi per sostenerci e guidarci.

PADRE NOSTRO…

PREGHIAMO

Dio onnipotente, la forza del sacramento pasquale che abbiamo ricevuto continui a operare nella nostra vita. Per Cristo nostro Signore.

 

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