storia

LA CHIESA DEI SS. COSMA E DAMIANO ALLA VELA

 

Tratto da: “Alla ricerca delle origini” di Dario Brunello.

 

Il documento più antico che alluda all’esistenza di qualcosa di sacro nella zona di Vela è una Bolla del Papa Innocenzo IV alla Badessa di san Michele (antico monastero, ora auditorium) dove viene menzionato un podere ad Heremum Velae. Probabilmente in questo podere esisteva almeno una costruzione adibita alle pratiche religiose. Solo due secoli dopo avvenne che alcuni nobili cittadini, a proprie spese, edificassero alcune cappelle nelle loro ville.

Una delle più antiche fu quella di S.Giorgio, costruita dalla famiglia Spaventi ed ubicata sul colle omonimo. In questa cappella il 23 aprile di ogni anno si faceva gran festa.La messa cantata era presieduta dal Pievano e la predica, in lingua tedesca, veniva tenuta su di un sasso che stava fuori la chiesa.

L’edicola dei SS. Cosma e Damiano fu edificata nell’anno 1659. La prima costruzione venne edificata all’incrocio che conduceva ai masi Ceschi, Rungg ed ai Laghetti e non era più grande dell’attuale sacrestia.

Fu costruita dal nobile reverendo Biasius de Olivieri e dal prezioso aiuto delle braccia degli operai della cartiera.

Discendente di una nobile famiglia aveva qui un appezzamento detto il Triangolo

con un maso signorile e comodo per i periodi di villeggiatura e proprio sul confine di questo appezzamento costruì la chiesetta e istituì una rendita di 500 raniesi esigendo che annualmente venissero celebrate delle messe nei giorni dei ss. Cosma e Damiano e nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre.

Il sacerdote Biagio de Olivieri, aveva compreso la necessità di un servizio religioso per i nobili, villeggianti e lavoratori, sempre più numerosi, perche impegnati nella produzione della carta.

Nel 1784 venne ad abitare vicino alla chiesa il Primissario dipendente di S.Maria.

In seguito all’accresciuto numero della popolazione, richiamata alla Vela dalle fiorenti industrie quali la cartiera e la fonderia del rame, s’impose nei primi anni del 1800, l’esigenza di una chiesa più grande.

Il primo sacerdote ricordato nella storia della chiesa è don Valentino Demozzi da Sardagna, che a proprie spese, iniziò la costruzione del campanile nel 1823.

Don Francesco Zenoniani incominciò la costruzione della chiesa attuale nel 1836 e si proseguì fino al suo completamento in stile neoclassico nel 1844.

Gli altari, provenienti da Padova, vennero donati dal conte Sardagna ed i banchi e l’arredamento vennero offerti dalle varie famiglie nobili e possidenti.

Il 27 settembre 1842 la chiesa venne finalmente consacrata dal Principe Vescovo Giovanni Nepomuceno de Tschiderer.

Negli anni successivi, fino alla guerra, la chiesa venne ampliata e migliorata. Dal 1881 al 1896 don Dario Trentini ordinò al pittore Eugenio Prati la “Pala dei SS. Cosma e Damiano” e fece costruire due campane. Seguirono regolarmente molti altri sacerdoti che apportarono altre modifiche e manutenzioni, portando la chiesa al suo attuale splendore.

La parrocchia è stata eretta canonicamente il 24 settembre 1942 e riconosciuta civilmente il 30 giugno 1959. Dal 1836 era “cappellania esposta” della chiesa arcipretale di S.Maria in Trento. I suoi confini andavano da Ischia a via Druso e via Dos Trento e dal Bus de Vela fino alla Gardesana occidentale.

La pala raffigurante i SS. Cosma e Damiano, appesa nell’abside e datata 1895 è da considerarsi uno dei capolavori del pittore Eugenio Prati di Caldonazzo. Il quadro è racchiuso in una pesante cornice di lamine d’oro zecchino. La scolpì un bravo artigiano trentino, Pio Agostini. Il quadro risente del gusto orientale. In quest’opera l’Oriente si rispecchia tenendo presente che i due martiri erano siriani. Il paesaggio, le luci e le ombre trasecolano in un cielo immenso che richiama l’abbagliante Oriente. Al centro le figure dei due santi che si staccano per sapienza e vigoria d’arte: uno concentrato nella Croce, l’altro misticamente già vicino a Dio.

 

    

       

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