storia

LA CHIESA DI  MADONNA DELLA PACE

Ecco la storia della chiesa di Campotrentino costruita in memoria dei caduti di guerra. Tratto dal libro “Cristo Re” di don Guido Avi.

Negli anni precedenti la prima guerra mondiale, a nord della città erano state costruite fortificazioni militari. Quando scoppiò il conflitto, tutta quella zona venne sgomberata dalle abitazioni e adibita a campo di manovra e di difesa della città. Le poche case di Roncafort e le altre costruzioni della zona furono rase al suolo e la campagna circostante venne ridotta a landa desolata e deserta per permettere lo svolgimento di operazioni militari.

In questo quadro drammatico si inserisce un episodio patetico, quasi struggente. Quando ormai dopo l’assassinio di Sarajevo i venti della guerra soffiavano anche sul Trentino, un gruppo di giovani organizzò una cena in una località della zona di Campotrentino.  A tavola si parlò di molte cose, di progetti futuri, del lavoro, delle fidanzate, della famiglia. Ma il clima non era allegro. Sul volto di quei giovani si proiettava lo spettro del richiamo alle armi e dell’invio al fronte. Perciò tra un discorso e l’altro quegli amici stabilirono un patto reciproco, quasi una scommessa sul futuro: chi tra loro sarebbe tornato ancora vivo dalla guerra, si impegnava a costruire proprio lì, in quello stesso punto della campagna, una cappella per ricordare e onorare i compagni caduti sul campo di battaglia. Così infatti avvenne. Purtroppo ben undici di loro non fecero ritorno, quasi tutti morti sul fronte galiziano, quei “monti Scarpazi” maledetti, bagnati dal sangue di migliaia di giovani soldati trentini.

Ma i reduci di Campotrentino tennero fede al patto deciso durante la malinconica cena di qualche anno prima.  Nel novembre del 1918 essi si ritrovarono nello stesso luogo dove avevano consumato assieme la cena; e là iniziarono a  costruire un capitel, dedicato alla “Regina della Pace”, che venne benedetto l’ 8 settembre 1919 e dal 5 ottobre dello stesso anno fu adibito a chiesa, dove venne celebrata normalmente la messa, “per comodo della popolazione”, come dice una nota del vecchio registro della chiesa. Dopo l’immane tragedia di un popolo intero, quel gesto rivelava la presenza di un lume di speranza, che quei giovani, seppur provati dall’esperienza della guerra, alimentavano nel profondo del loro cuore. La dedica della cappella era molto semplice e diceva: “Ricordando gli amici che la falange della guerra ci tolse in terre lontane. I superstiti loro posero”.

Pochi anni dopo quel capitel venne ampliato e diventò una piccola chiesa, che fu affidata alla cura dei Padri cappuccini d Trento. In seguito, quando tutta la zona si sviluppò, la chiesetta fu restaurata e la comunità di Campotrentino venne aggregata alla Parrocchia di Cristo Re.

Ma il 1 settembre 1968 la chiesetta verrà demolita per lasciar posto al tracciato dell’autostrada. Ora nella zona è stata costruita una chiesa moderna più spaziosa, che dal 1974 è diventata il centro della parrocchia autonoma “Madonna della Pace”.

     

     

 

LA CHIESA DI S. ANNA

Tratto da “ Alle radici di Gardolo dal piano” di Pietro Micheli.

Avendo intenzione i Roncafortiani, per ovviare alla lontananza dalla chiesa parrocchiale di Gardolo, di costruirsi una chiesetta per le loro devozioni, Massimo Gennari fu Pietro, uno dei maggiori possidenti del posto, dona gratuitamente il suolo di circa pertiche 80, compreso fra la strada comunale su tre lati e la sua proprietà sul quarto lato.

Su detto suolo, con inizio dei lavori ancora nel 1895, con offerte in denaro della stessa famiglia Gennari, con condotta di materiali a pie’ fabbrica e altre molte prestazioni d’opera gratuita, viene realmente edificata la chiesetta e aperta al culto colla benedizione impartita il 22 ottobre 1899, dal parroco don Francesco Torresani, delegato dall’ordinario di Trento.

Nella primavera 1915, causa l’entrata in guerra dell’Italia contro l’Austria, il 1° maggio 1915, la chiesetta che misura mt 10,90 di lunghezza, la gironda per l’altare mt 3,78, di larghezza mt 7,30, di altezza mt 7, per totali mc 820 di volume, con tutta la frazione di Roncafort  viene abbattuta.

Finita la guerra (1915-1918) Riccardo proner di Lavis, nel 1919 riduce a coltura il suolo dove prima era la chiesa distrutta, obbligandosi però al rilascio di una reversale con la dichiarazione di restituire il fondo nell’eventualità che la chiesa venga ricostruita. Ciò che di fatto avviene su progetto di Giacomo Odorizzi nel settembre 1927, come da seguente atto:

“L’anno 1930, il giorno 21 del mese di dicembre, il parroco pro tempore di Gardolo, don Enrico Motter senior, assistito dal suo cooperatore don Giulio Pedrinolli, alle ore 9 del mattino procede alla benedizione della neo-eretta cappella di Roncafort. Detta cappella è ricostruita con indennizzi di guerra per opera di un Comitato frazionale. Ultimata la benedizione della chiesuola, il parroco delegato dalla revma Curia di Trento, benedice pure due campane, la minore delle quali, chiamata S.Anna, è una rifusione dell’antica, per conto del Regio Governo e la maggiore, chiamata S.Giuseppe, un dono dei coniugi Vedovelli di Roncafort. Immediatamente dopo è celebrata la messa solenne, presenti tutti i capifamiglia, i costruttori, il comitato promotore e la gente della frazione.

A ricordo di questa giornata, sia per la storia, che per l’importanza dell’atto dovuto, è esteso questo documento, perché i posteri abbiano una testimonianza fedele dell’origine della Cappella e della sua dedicazione al culto.

Dopo il 1931 le cose si evolvono in modo che Roncafort e sue adiacenze, si staccano dalla parrocchia di Gardolo e si edificano una chiesa nuova e si erigono anuova parrocchia indipendente sotto il titolo di Madonna della Pace (regina Pacis).

 

 

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