Liturgia della Parola 3 giugno

Inizia con il segno di croce seguito da un momento di silenzio ed invoca lo Spirito Santo che ti aiuti a vivere bene questo tempo.

Liturgia della Parola

 

PRIMA LETTURA

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.

Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. Ti ricordo di ravvivare il dono di Dio, che è in te mediante l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di carità e di prudenza. Non vergognarti dunque di dare testimonianza al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo.

Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo, per il quale io sono stato costituito messaggero, apostolo e maestro.

È questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti in chi ho posto la mia fede e sono convinto che egli è capace di custodire fino a quel giorno ciò che mi è stato affidato.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 122

Rit. A te, Signore, alzo i miei occhi.

  • A te alzo i miei occhi, a te che siedi nei cieli. Ecco, come gli occhi dei servi alla mano dei loro padroni. Rit.
  • Come gli occhi di una schiava
    alla mano della sua padrona,
    così i nostri occhi al Signore nostro Dio, finché abbia pietà di noi. Rit.

Vangelo

Mc 12,18-27

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Parola del Signore

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

Di don Mauro

Di chi sarà moglie? Ecco la domanda che i sadducei ( i quali dicono che non c’è resurrezione) pongono a Gesù. Sì perché il problema sembra essere solo lì e cioè alla resurrezione di chi sarà moglie? Sembra una cosa fin troppo semplicistica. Tutti facciamo un po’ di difficoltà con la Resurrezione, nessuno sa bene come sarà, quando avverrà e cosa succederà, ma tutti sappiamo che avverrà e ci sarà perché ce lo ha detto Gesù! Ma il Signore ci ricorda anche che Dio è il Dio della vita, come a spronarci a concentrarci sul presente, sulla vita non su ciò che sarà. Fratelli spesso noi corriamo il rischio di pensare sempre al domani, a come sarà, ce la faremo, cosa succederà e richiamo di farci sfuggire il presente, la vita attuale. Gesù ci invita a vivere bene la nostra vita non perché così quando risorgiamo andremo in Paradiso, anche, ma soprattutto perché la nostra vita concreta quotidiana è il luogo dove Dio si fa presente in noi ed accanto a noi! Questo è il Dio che Gesù ci fa conoscere. Gesù Cristo è venuto a portarci la Salvezza, ma che inizia ed è già presente nel mondo ora, nella nostra vita, nell’oggi! A volte sprechiamo tempo, energie, occasioni, a pensare al futuro a come sarà, a cosa sarà che il tempo ci sfugge e così anche le occasioni di incontrarLo.

Questo periodo storico che viviamo così particolare ci spinge proprio a soffermarci sull’oggi, sul cercare di capire bene cosa è successo in noi, nelle nostre comunità, durante questi mesi di pandemia; proviamo magari a chiederci in questi mesi di chiusura cosa, per la mia Fede, non è mai mancato, cosa invece non c’è stato e non mi è pesato, di cosa ho fatto ameno e non mi sono neanche accorto; cosa invece mi è mancato molto; delle cose che ho scoperto cosa tengo e cosa butto? E su questo ricostruire il nostro presente.

PADRE NOSTRO…

PREGHIAMO

O Padre guidaci con il tuo Spirito, perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita possiamo renderti testimonianza.

Per Cristo nostro Signore.