Liturgia della Parola 2 giugno

Inizia con il segno di croce seguito da un momento di silenzio ed invoca lo Spirito Santo che ti aiuti a vivere bene questo tempo.

Liturgia della Parola

 

PRIMA LETTURA

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

Carissimi, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza.

Voi dunque, carissimi, siete stati avvertiti: state bene attenti a non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore dei malvagi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen.

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 89

Rit. Signore, tu sei stato per noi un rifugio di generazione in generazione.

  • Prima che nascessero i monti
    e la terra e il mondo fossero generati, da sempre e per sempre tu sei, o Dio. Rit.
  • Tu fai ritornare l’uomo in polvere, quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
    Mille anni, ai tuoi occhi,
    sono come il giorno di ieri che è passato, come un turno di veglia nella notte. Rit.
  • Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, e il loro agitarsi è fatica e delusione;
    assano presto e noi voliamo via.
    Rit.
  • Saziaci al mattino con il tuo amore: esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. Si manifesti ai tuoi servi la tua opera e il tuo splendore ai loro figli. Rit.

Vangelo

Mc 12,13-17

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».

E rimasero ammirati di lui.

Parola del Signore

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

Di don Mauro

Certo che certe cose non cambiano mai perché alcuni farisei ed erodiani vanno da Gesù per chiedere se bisogna o no pagare le tasse. Sicuramente il loro intento non era certo quello di avere una risposta, ma solamente di mettere in difficoltà Gesù poiché se avesse detto di sì sarebbe andato contro gli ebrei, se avesse detto di no sarebbe andato contro i romani. Ma Gesù capisce subito l’inganno.

Fa una cosa “furba” parte dal reale, da quello che già esiste e cioè una moneta e da lì trova la risposta “date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”.

Bellissima risposta, ma cosa vuol dire?

Le tasse sono sempre state un problema, ma se partiamo dal reale e cioè dalla realtà ci rendiamo conto subito di una cosa: pagarle non piace a nessuno, ma servono per il bene di tutti. Ecco forse quest’ultima parte ci sfugge perché facciamo fatica a vedere un po’ al di là del nostro naso e alla realtà comune, al “bene comune”. Le tasse sono necessarie per il bene comune e dovrebbero essere pagate equamente da tutti. Gesù qui ci da anche un’altra lezione importante e cioè di partire e di conoscere il reale la realtà, non l’idea o l’idealità; ma il reale la realtà concreta così com’è nuda e cruda! E’ difficile essere obiettivi su questo perché spesso filtriamo la visione della realtà con le nostre idee e le nostre opinione, spesso fino anche a piegare la realtà concreta a noi stessi. Questo distorce la realtà. Dio è presente e vivo nella realtà, non nell’idea o nell’idealità. Quella moneta è ognuno di noi nelle mani di Dio, è la realtà vissuta realmente da ognuno di noi ed è fatta da entrambe le facce: quella di Cesare e quella di Dio. Noi siamo chiamati a vivere quest’unica realtà. Fratelli lasciamoci guidare veramente da Dio e guardiamo in faccia senza ombre o nascondimenti, la realtà concreta nostra personale e del mondo.

PADRE NOSTRO…

PREGHIAMO

O Padre guidaci con il tuo Spirito, perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita possiamo renderti testimonianza.

Per Cristo nostro Signore.