Liturgia della Parola 16 giugno

Inizia con il segno di croce seguito da un momento di silenzio ed invoca lo Spirito Santo che ti aiuti a vivere bene questo tempo.

Liturgia della Parola

 

PRIMA LETTURA

Dal primo libro dei Re

[Dopo che Nabot fu lapidato,] la parola del Signore fu rivolta a Elìa il Tisbìta: «Su, scendi incontro ad Acab, re d’Israele, che abita a Samarìa; ecco, è nella vigna di Nabot, ove è sceso a prenderne possesso. Poi parlerai a lui dicendo: “Così dice il Signore: Hai assassinato e ora usurpi!”. Gli dirai anche: “Così dice il Signore: Nel luogo ove lambirono il sangue di Nabot, i cani lambiranno anche il tuo sangue”».

Acab disse a Elìa: «Mi hai dunque trovato, o mio nemico?». Quello soggiunse: «Ti ho trovato, perché ti sei venduto per fare ciò che è male agli occhi del Signore. Ecco, io farò venire su di te una sciagura e ti spazzerò via. Sterminerò ad Acab ogni maschio, schiavo o libero in Israele. Renderò la tua casa come la casa di Geroboàmo, figlio di Nebat, e come la casa di Baasà, figlio di Achìa, perché tu mi hai irritato e hai fatto peccare Israele. Anche riguardo a Gezabèle parla il Signore, dicendo: “I cani divoreranno Gezabèle nel campo di Izreèl”. Quanti della famiglia di Acab moriranno in città, li divoreranno i cani; quanti moriranno in campagna, li divoreranno gli uccelli del cielo».

In realtà nessuno si è mai venduto per fare il male agli occhi del Signore come Acab, perché sua moglie Gezabèle l’aveva istigato. Commise molti abomini, seguendo gli idoli, come avevano fatto gli Amorrei, che il Signore aveva scacciato davanti agli Israeliti.

Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò; si coricava con il sacco e camminava a testa bassa.

La parola del Signore fu rivolta a Elìa, il Tisbìta: «Hai visto come Acab si è umiliato davanti a me? Poiché si è umiliato davanti a me, non farò venire la sciagura durante la sua vita; farò venire la sciagura sulla sua casa durante la vita di suo figlio».

Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 50

Rit. Pietà di noi, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore; nella tua grande misericordia cancella la mia iniquità. Lavami tutto dalla mia colpa, dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Sì, le mie iniquità io le riconosco, il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato,

quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. Rit.

Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe. Liberami dal sangue, o Dio, Dio mia salvezza: la mia lingua esalterà la tua giustizia. Rit.

Vangelo

Mt 5,43-48

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».

Parola del Signore

SPUNTI PER LA RIFLESSIONE

Di don Mauro

amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” ci ha detto oggi Gesù nel Vangelo e nel 1° libro dei Re il profeta il Signore si rivolge al profeta Elia dicendo” Hai visto come Acab si è umiliato davanti a Me? Non farò venire la sciagura durante la sua vita”.

Certo che questo ci mette molto in discussione sul nostro rapporto con Dio, con chi magari ci critica o ci sta antipatico oppure reputiamo nostro “nemico”. Il Vangelo ci indica la strada, l’unica che ci può aiutare: PREGARE PER COLORO CHE CI PERSEGUITANO.

E’ difficile, è faticoso, ma ci può aiutare e forse è davvero l’unica via. Se noi preghiamo per loro almeno non ci incattiviamo con essi, non continuiamo a pensare: “chissà cosa pensano di me, cosa dicono; come faccio a fargliela pagare oppure come faccio a dimostrare a tutti che sono meglio di lui o di lei….”

Non è facile, ma Gesù ci fa vedere la strada poiché Lui stesso lo ha fatto addirittura nella sua passione e morte!

Ok noi non siamo Gesù, ma siamo chiamati a cercare di seguirlo.

Pensate che bello se invece che sparlare delle persone noi pregassimo per loro e stessimo zitti; i nostri rapporti interpersonali sarebbero sicuramente migliori e anche noi saremmo più “belli” dentro, sicuramente più in pace e sereni.

Fratelli non abbiamo paura a provarci, cerchiamo se non altro a pareggiare una parola cattiva contro un nostro “nemico” con una preghiera sincera per lui/lei/loro…. E’ difficile? Beh proviamoci!

PADRE NOSTRO…

PREGHIAMO

Signore, la forza risanatrice del tuo Spirito, operante in tutti noi, ci guarisca dal male che ci separa da te e ci guidi sulla via del bene. Per Cristo nostro Signore.