Benedizione dei bambini

Benedizione dei bambini in Famiglia nella Festa dell’Epifania 

Mercoledì 6 Gennaio 2021 qui la versione stampabile

La situazione di pandemìa ci impone delle restrizioni che obbligano a ridurre al minimo anche gli Incontri e  le Celebrazioni nelle chiese. 

E’ per questo che (come abbiamo fatto per la Novena  di preparazione al Natale) invitiamo caldamente le Famiglie a fare in casa una  Preghiera, durante la quale i Genitori stessi invocano la Benedizione del Signore sui  loro Bambini e Ragazzi. Possono utilizzare per questo la traccia che trovano qui di  seguito. 

Dal momento che, in occasione della Benedizione dei Bambini all’Epifania, è  tradizione che le loro famiglie donino un’offerta per i Bambini più bisognosi del  mondo, aggiungiamo anche i dati bancari del Centro Missionario di Trento, al quale  possono versare un contributo di solidarietà (grande o piccolo non importa), indicando  anche a quali Bambini dei Paesi poveri vogliono che sia destinato. 

* * * 

(Ogni famiglia decide qual è il momento più adatto per questa Preghiera, che si può  fare davanti al Presepio o ad un’immagine di Gesù Bambino). 

Inizia il Papà o la Mamma e tutti fanno il segno di croce: 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Papà: Ecco cosa è accaduto in questo giorno di Festa che si chiama “Epifania”: 

 Dopo che Gesù era nato a Betlemme, i primi che andarono a trovarlo  furono i pastori. Passato un po’ di tempo, arrivarono da un Paese lontano  alcuni Magi: erano degli scienziati che studiavano il cielo, le stelle e i pianeti.  Arrivati vicino a Betlemme domandavano: “Dov’è il Re che è nato? Abbiamo  visto la sua stella, e siamo venuti a trovarlo”. “Andate a Betlemme” si  sentirono rispondere. Ed ecco che la stella indicava loro la strada e si fermò  sopra una casa molto povera. I Magi entrarono e videro il bambino Gesù, con  Maria sua mamma e Giuseppe. Si chinarono davanti a lui e gli offrirono in  dono oro, incenso e mirra. 

Oro, perché Gesù è il Re di tutti i re. 

Incenso, perché Gesù è Dio: l’incenso è il profumo della preghiera che  sale in cielo verso di lui. 

La Mirra era una resina che si metteva attorno al corpo dei morti,  perché Gesù un giorno, diventato grande, sarebbe morto sulla croce  per dare a tutti la sua vita.

Papà e Mamma ora si alternano nella recita di queste brevi espressioni di  preghiera; a ognuna di esse tutti insieme, anche i bambini, pregano e dicono:  ASCOLTACI, GESU’! 

Mamma: Come i Magi, venuti da lontano, anche noi adesso ci rivolgiamo a  Gesù: Lui è vivo, è presente qui in mezzo a noi e ci ascolta. 

Papà: Guidaci nella via della vita.  

Tutti insieme: ASCOLTACI, GESU’! 

Mamma: Aiuta i bambini a crescere in sapienza, età e grazia. 

Papà: Protèggili da ogni pericolo. .  

Tutti insieme: ASCOLTACI, GESU’! 

Mamma: Fa’ che possiamo essere sempre tuoi amici.  

Papà: Proteggi anche noi, mamma e papà, e tutte le persone che ci  vogliono bene.  

Tutti insieme: ASCOLTACI, GESU’! 

Mamma: Guarda con amore i bambini più poveri che soffrono per la  fame, la malattia e le guerre.  

Papà: Fa’ che ci sia pace nelle famiglie e su tutta la terra. 

Tutti insieme: ASCOLTACI, GESU’! 

(Ora è opportuno aggiungere la “storia del Quarto Re”, che il papà o la  mamma può leggere come è riportata qui di seguito:) 

I Magi nel presepio sono tre, ma una leggenda racconta che erano quattro.  Il quarto dei Magi si chiamava Artabàn ed era un persiano. Il suo dono per Gesù  Bambino era il più prezioso di tutti: tre perle bianche, grandi come le uova di un  colombo. Le teneva nascoste nella cintura, ma quando arrivò a Betlemme gli altri  Magi erano già ripartiti e le perle lui non ce le aveva più. Come mai? Si presentò  davanti a Gesù Bambino e disse: «Signore, anch’io avevo un dono per te: tre  perle preziose, grandi come un uovo di colombo, ma ora non le ho più. Sono  rimasto indietro perché una sera ero troppo stanco e mi sono fermato in un  piccolo albergo per dormire. Quando entrai nella sala degli ospiti, vidi un  vecchio che tremava di freddo: aveva la febbre. Il suo bagaglio era vuoto, non  aveva neanche più soldi per pagare il dottore… Allora ho preso una perla dalla  cintura e l’ho data al padrone dell’albergo perché chiamasse un medico e si  prendesse cura di lui. 

Il giorno dopo ho ripreso il viaggio. Spingevo più che potevo il mio asino per  raggiungere gli altri Magi, ma passando per una valle ho sentito le grida di una  donna che chiedeva aiuto. Sono sceso dall’asino e ho visto dei soldati cattivi che  l’avevano legata e volevano portarla via come schiava. Ho avuto compassione di  lei: ho messo la mano nella mia cintura e ho dato loro la seconda perla perché la  lasciassero libera. Lei mi ringraziò e fuggì sulle montagne come un capriolo.  

Adesso non mi restava che una perla sola, ma almeno quella volevo portartela,  Gesù! Ero ormai vicino a Betlemme quando vidi un paesino che bruciava: i  soldati di Erode avevano attaccato il fuoco e ormai era tutto in fiamme. Quei soldati stavano uccidendo tutti i bambini dai due anni in giù perché volevano  uccidere anche Gesù. Vicino a una casa in fiamme ho visto un soldato che aveva  strappato un bambino alla sua mamma e lei piangeva disperata… Allora ho  preso l’ultima perla che avevo nella cintura e l’ho data a quel soldato: egli  restituì il bambino alla sua mamma, che fuggì via stringendolo forte tra le  braccia. Gesù, ecco perché ho le mani vuote. Perdonami, se non ho più neanche  una perla da regalarti!» 

Dopo che Artabàn finì di parlare, si piegò fino a terra. Il Bambino Gesù si  girò verso di lui: sorrideva, era felice. Maria, la sua mamma, disse ad Artabàn di  alzarsi e avvicinarsi, poi prese il piccolo Gesù e lo pose dolcemente tra le braccia di  Artabàn che erano vuote. Con nessuno degli altri Magi aveva fatto una cosa come  questa: perché? Perché Artabàn, dando le sue perle preziose per quelle persone  che avevano tanto bisogno di aiuto, aveva fatto quello che a Gesù piace più di  tutto.  

(A questo punto si può chiedere ai bambini: 

Questa storia ci insegna che, tra tutti i doni, ce n’è uno che a Gesù  piace più di tutti gli altri: qual è?

PREGHIERA DI BENEDIZIONE 

Il papà o la mamma

Grazie, Gesù, che ti sei fatto piccolo come tutti i bambini. Custodisci la loro  innocenza e apri i loro cuori alla vera gioia. Benedici e proteggi la nostra casa e  tutta la nostra comunità: tienici sempre vicini a te, con Maria e Giuseppe. Fa’ che non manchi mai il pane e la pace a noi e a tutti i bambini del mondo.  

Ora il papà e la mamma poggiano una mano: l’uno sul capo e l’altra sulla  spalla di ogni loro bambino, mentre uno di loro dice queste parole di  benedizione: 

Signore Gesù, benedici e proteggi ……………………………….   (nome del bambino o bambina) 

Allontana da lui (lei) ogni male e guidalo (guidala) sulla via  della vita

Papà: Ora preghiamo come Gesù ci ha insegnato 

PADRE NOSTRO che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo Regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti  come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori e non abbandonarci  alla tentazione, ma liberaci dal male.

Mamma: Salutiamo Maria, la mamma di Gesù: 

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta  fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e  nell’ora della nostra morte. 

Amen 

Si conclude con il segno della croce: 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen 

* * * 

Per un dono di solidarietà ai bambini più poveri del mondo Può essere inoltrato tramite bonifico su conto  corrente bancario al seguente recapito: 

Cassa Rurale Alto Garda Intestato a: Opera Diocesana Pastorale Missionaria – sezione ONLUS
IBAN: IT70L0801605603000033311172 

NB: indicare sempre la causale dei versamenti, ad esempioPer i bambini dei campi profughi della Siria e del Libano
Oppure:
Per i bambini del Caritas Baby Hospital di Betlemme
Oppure:
Per i bambini più poveri dei quali si prendono cura i  Missionari trentini
O altra causale liberamente scelta …) 

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