OMELIA SOLENNITA’ DI PENTECOSTE

OMELIA SOLENNITA’ DI PENTECOSTE

(Cattedrale 31 maggio 2020)

 

Erano chiuse le porte dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei. (Gv 20,19)

Anche la Chiesa di oggi, fa i conti con la paura. In crisi di numeri, preoccupata per l’aumentare dei risentiti e degli indifferenti. Spaesata dalla pandemia, in difficoltà a ricomporre le proprie agende, segnata da conflittualità e risentimenti.

Su questa Chiesa scende lo Spirito Santo con la sua forza bellissima, tutta novità e innovazione.

Come la donna di Nazareth, le nostre comunità sono chiamate a liberare il loro “sì”, ad abbandonare scoraggiamento e scetticismo per contemplare le meraviglie di Dio che con il suo Santo Spirito abita tutta la terra. L’invito è per tutti a cantare il Magnificat: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente”.

Purtroppo, non c’è più cieco di chi non vuol vedere. Questo è il grande pericolo per le nostre comunità. L’Amore fedele del Padre è con noi, sotto l’azione dello Spirito possiamo toccarlo, incontrarlo, sperimentarlo nell’incontro con Gesù. Ma a bloccare e impedire allo Spirito di liberare la sua inventiva, la sua esuberanza, la sua creatività è la mondanità spirituale che altro non è, se non la rinuncia a “essere poveri nello spirito”, entrando nel vicolo cieco di chi si illude di bastare a sé stesso.

Ma ecco la felice sorpresa, le nostre fragilità ecclesiali, messe ulteriormente a nudo dalla pandemia, rivisitate dallo Spirito Santo, possono diventare l’occasione per sentire la bellezza del perdono di Dio, uscire dal guscio dell’autoreferenzialità e gustare la gioia del “noi”.

Cara Chiesa, impara dal tuo Signore a scoprire con meraviglia il bene che abita la vita dei tuoi figli e figlie. Guarda oltre te stessa, accorgiti che anche fuori dalle tue mura nella storia e nella cultura dei popoli, lo Spirito Santo scrive pagine di Pasqua e di liberazione. Non aver paura del bene che abita fuori dai tuoi confini. Ricordati che sei chiamata ad essere segno e strumento dell’amore di Dio, non a rubare la scena al tuo Signore; tuo unico vanto sia raccontare agli uomini, con la concretezza della tua vita, la misericordia con cui sei stata visitata. Collabora senza paura con gli uomini e le donne che vivono la legge pasquale del dono di sé. Il bene è bene, non ha bisogno di etichette.

Chiesa amata, preoccupati di vivere la comunione senza aver paura della diversità. L’unità che il Padre ti dona non teme la differenza, anzi la esige, non metterti di traverso accoglila con fiducia. Non lasciarti togliere la Pace dalle difficoltà che incontri dentro e fuori di te; sono il travaglio del parto che prepara la vita. Forte del dono dello Spirito Santo, prendi il largo, regala pace e riconciliazione.

Tieniti lontana dalla ricerca del potere, dal denaro, dalla mancanza di misericordia, niente ti turbi, niente ti spaventi, ti basti solo Dio.

+ arcivescovo Lauro

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